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25 gennaio 2010
Pensieri (Letti) Sui Muri 1/2010
Bologna (feat. Cucca) - Via delle Belle Arti
COME UN VIET CONG A COLPI DI MACHETE. VIVA HO CHI MINH!
| inviato da marcoDeAmicis il 25/1/2010 alle 10:4 | |
20 gennaio 2010
Quattro (Su Sei) Anni Di Notizie Con Il DeA
Mentre continuano ininterrotti i lavori di restyling del mio blog, mi è venuto in mente che ho fatto passare l'arrivo del nuovo anno e del nuovo decennio senza grandi riflessioni e propositi. Certo c'è da dire che negli ultimi anni non mi sono riparmiato e quindi penso sia più che normale che ci troviamo quasi alla fine di gennaio senza che abbia ancora immaginato piani particolari per il nuovo anno e per gli anni '10 appena cominciati.
Negli anni 'zero' ho conosciuto Mammaraffa ed insieme abbiamo fatto tre figli, direi che ci sono pochi dubbi sul fatto che quello appena passato sarà per sempre il decennio più importante di tutta la mia esistenza. Detto questo ho passato la metà del tempo a fare soldi in Borsa e l'altra metà ad occuparmi di comunicazione politica, fino a condurre un importante telegiornale della sera.
Beccatevi quindi questo bel video (bello perché non l'ho fatto io), che riassume gli ultimi anni e che testimonia senza ombra di dubbio la storia di un miglioramento. E forse allora è proprio su questo che mi dovrei impegnare anche per il futuro.
A fare il serio davanti ad una telecamera, mentre in realtà mi scappa da ridere.
notizie, nessunotv, marco de amicis, tg, luigi politano, alessia fedele, luca rossi, red tv, marta repetto, camicie su misura, il dea, cravatte di marca, mezzobusto, anchorman, classe cristallina
| inviato da marcoDeAmicis il 20/1/2010 alle 17:3 | |
6 gennaio 2010
Tornerò Più Bello Di Prima

(non so fra quanto però...)
Grazie ai tre malandrini per essersene occupati in mia assenza.
21 dicembre 2009
Buon Feste, Infrequentabili!
16 dicembre 2009
Il Treno Fantasma
Un'altra fantastica avventura del nostro amico il Trenino Thomas!
9 dicembre 2009
Il Loop Dei Loop

Papà, mi metti "Bruno il bruco"? Papà, sentiamo "Bruno il bruco"? Papà, "Bruno il bruco"? Papà, prendi "Bruno il bruco"? Papà, ancora "Bruno il bruco"! Papà, metti "Bruno il bruco"? Papà, a Caterina piace "Bruno il bruco"! Papà, Guido vuole sentire "Bruno il bruco"!
Papà, ti piace "Bruno il bruco"? ...
2 dicembre 2009
Prime (Scontate) Proiezioni
Mi sa che quest'anno Babbo Natale per papà arriverà un po' prima. E sono anche sicuro che questa sarà la prima cosa che vedremo tutti insieme (chissà mamma come sarà contenta...). Io, Guido e nostra sorella.
Sua sorella gemella...(2'30'')
30 novembre 2009
"Figli Miei, All'Occorrenza Cacciate Me"
(Cari fratellini, papà mi ha richiesto il blog per un post. Penso sarete d'accordo con me, facciamolo sfogare)

Cari Edoardo, Guido e Caterina,
io farò di tutto per mettervi in condizione di realizzare i vostri sogni. Farò tutto quello che sarà in mio potere e magari anche di più. E' inutile dirvi che non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, ma è inutile anche ricordarvi che invece noi sappiamo molto bene cosa ci ha consegnato il passato. E quindi. Se mai dovessi rivolgermi a voi con una lettera strappalacrime piena di retorica e similcazzate come quella che mi è capitato di leggere oggi, vi scrivo qui oggi che sarete autorizzati a preparare le valigie, ma non per voi. Per me. Cacciate me, e tutti quelli come me, se non saremo stati in grado di creare uno spazio necessario al ricambio generazionale (sì, proprio quello) che permette, da sempre, l'evoluzione di qualsiasi specie animale.
E poi, se qualcuno proverà ad intortarvela come fanno da anni con noi, voi rileggetevi la lettera di quel gran signore di zio Andrew Bernard, che oggi mi ha ridato un po' di carica e ricordato che gli amici sono ovunque in giro per il mondo.
NO al genere letterario "Retorica del conflitto Generazionale"
Negli ultimi tre o quattro anni il conflitto generazionale è stato una specie di tarlo per me, fortunatamente non lo è più. Conflitto generazionale, bella espressione, salvo che di conflitto c'è ancora ben poco e le generazioni nate dopo il 1970 continuano ad accettare passivamente che i propri genitori e i propri nonni governino il paese, ogni ente, ogni azienda e organizzazione, le università senza cedere responsabilità e risorse. Continuano ad accettare che il welfare e il bilancio dello stato sia consumato irrimediabilmente a favore di chi ha già un lavoro o una pensione. Continuano ad accettare che i partiti, i sindacati, gli industriali sottoscrivano contratti e riforme contro di noi. Un paese nel quale i vecchi continuano a comandare e a presidiare il potere fino all'ultimo giorno utile lasciando alle generazioni che verranno i conti da pagare: che si tratti di ambiente, pensioni, benessere, qualità della vita, efficienza delle amministrazioni, competitività delle imprese. E va bene. Lo sapevamo. E se non lo sapevate allora ve lo meritate proprio. Ma oggi dopo il danno la beffa. Oggi questo tarlo si rifà vivo grazie alla banale e retorica lettera di Pier Luigi Celli. Una lettera aperta al figlio che si intitola "Figlio mio, lascia questo Paese". Siamo giunti alla fase della retorica del conflitto generazionale dove chi ha comandato fino ad oggi e contribuito allo sfascio gestendo enormi responsabilità, ci fa anche la morale e dall'agiatezza della posizione raggiunta per lui e per i figli e figli dei figli si permette di mandare lettere aperte a quotidiani riformisti. In questo caso l'autore della lettera è ancora comodamente seduto su una bella poltrona, con una o due pensioni in tasca, e attende certamente almeno un'altro incarico prima di ritirarsi. E ha tempo libero per mandare leziose lettere a suo figlio. Intendendosi non suo figlio che certamente avrà la vita spianata anche in Italia ma gli altri di figli. Il tempo libero non manca ai nostri grandi vecchi perché c'è sempre qualche precario pronto a scrivergli libri o a fare il lavoro sporco per due lire. Ma vaffanculo! Almeno la buona educazione del silenzio. Lettera fastidiosissima perchè a leggerla bene, senza fermarsi al titolo, non c'è nessuna ammissione di reponsabilità. Alla fine la colpa è di altri e in particolare solo dei politici guarda caso. Avevo trovato la mia pace orientale, ed oggi sono di nuovo incazzato. Forse non è più neanche il caso di aprire Repubblica e Radio Radicale. Forse è giunto il momento di tagliare ogni ponte con l'Italia. Rispondetegli voi a Pier Luigi Celli e lasciatemi in pace a Shanghai.
Andrea Bernardi Ricercatore Classe 1977
27 novembre 2009
Prologo
26 novembre 2009
Tutto Vivo Niente Morto

Dopo due giorni, mamma e papà ancora canticchiano!
"Barcolla, traballa sul dorso della folla. Si butta, si leva, al cielo si solleva. Con le tre dita la via pare indicare, nemmeno lui nemmeno lui sa dove andare. Barcolla, traballa al cielo si solleva. Con le tre dita tre vie pare indicare..."
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